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Le Stelle. Saggio di astronomia siderale

477372
Angelo Secchi 50 occorrenze
  • 1877
  • Fratelli Dumolard
  • Milano
  • astronomia
  • UNIPIEMONTE
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Le Stelle. Saggio di astronomia siderale

luminoso, onde esso presenta un aspetto granuloso e reticolato. Le linee nere che trovansi nello spettro solare, conosciute col nome di linee di

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Intorno alla natura di questi spettri concluderemo che lo spettro a colonnato irresolubile sembra dovuto ad ossidi, le linee fine taglienti invece

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Da questi fatti risulta che le onde luminose che si vedono scorrere sullo spettro della stella presso l’orizzonte nascono evidentemente dalle

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Il Montigny indicò la diversa refrazione che soffrono i raggi passati attraverso diversi strati d’aria. Notò esso come lo spettro che entra nell

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raggio che prima era bianco viene attraverso l’atmosfera a decomporsi in vari raggi elementari diversamente colorati e fra loro divergenti, onde se di

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Questo è il caso della stella, onde si vede che il raggio r che viene all’occhio è partito da un punto più alto che il raggio r.

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Se non che abbiamo veduto che le righe spettrali della stella restano immobili nello spettroscopio, mentre che nel caso qui contemplato esse righe

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La più antica stella comparsa d’improvviso di cui rimanga memoria nelle nostre tradizioni è quella che brillò ai tempi di Ipparco nel 125 G. C., e

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Del resto è certo che fra le stelle le più minute ve ne sono delle variabili a periodi incerti, e che hanno uno spettro pure a linee lucide. Benchè

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La terza (20or 9m 39s; + 36° 16') è simile, ma più difficile a determinarsi per la stella vicina che sturba. È notabile la presenza di tre stelle

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: perirà lo strumento che la misurò, passerà l’astronomo che la determinò e la sua generazione, ma il punto resta qual termine fisso di eterna stabilità

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Questa è una delle più importanti rivelazioni che la scienza deve allo spettroscopio, che basterebbe a rendere immortale il suo scopritore ilsig

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4.° Una cosa importante da studiare si è il rapporto che passa tra i moti proprii e le grandezze delle stelle. Qui però è da avvertire che bisogna

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A questa teorica, e specialmente alla sua prima parte può ragionevolmente opporsi quanto segue. Dopo fatta la prima vibrazione che sarà accorciata

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Tuttavia è pure evidente che spostandosi il centro vibrante, le origini delle onde varieranno, e che una incalzerà l’altra con legge diversa da

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Per far vedere che non esageriamo in ciò le difficoltà, diremo che mentre alla Cometa di Coggia del 1874 lo spettroscopio assegnava un avvicinamento

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Pare pertanto non potersi dubitare che assai vicino al vero è un tale risultato. Si vede inoltre che per trovare la direzione di questo moto non è

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Affinchè non rechi sorpresa una tal moltitudine di movimenti passiamo a far vedere che là dove crediamo esser quiete e silenzio eterno, vi è una

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Abbiamo detto altrove che alcune stelle sembravano cinte da astri oscuri, come Algol. Il calcolo de’ moti proprii ha fatto vedere che altre stelle

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Presso Struve scarseggiano i colori rossi, che abbondano in Herschel: la ragione è chiara da ciò che le lenti tingono un poco gli oggetti in verde, e

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Per ciò che spetta ai moti proprii comuni, si ha questo memorabile risultato: «la probabilità che due stelle aventi moti proprii comuni non siano

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Da questo quadro risulta che il rapporto tra le doppie fisiche alle ottiche resta lo stesso per le due classi di movimenti, il che vuol dire che

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Vedremo fra poco come la posizione di questi gruppi è tale che fa sospettare che essi tengano luogo di qualche stella grande semplice isolata a

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Ci dispiace che la natura di questo scritto non ci permette maggiore estensione in soggetto di tanta importanza, che da sè solo basta ad ampliare non

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Bisogna ben distinguere questa che diremo occhiata al cielo, da ciò che s’intende per veduta generale al cielo. In una occhiata non si può

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Questo metodo, il solo che possa adoperarsi in pratica, ha molti difetti, ma preso in grande scala dà buoni risultati. Accadrà spesso che vi sia un

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La terra allora non divenne che uno dei tanti altri pianeti che circondano il Sole, nel che essa però nulla perdette della sua importanza per noi

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usa quello che è disegnato nella fig. 4 che dicesi Equatoriale. Noi diamo la figura di quello che trovasi all’Osservatorio del Collegio Romano

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È manifesto che questa specie di collo Fig. 71 o legamento nasce da una diffusione dell’orlo solare, e che il vero contatto non è quando Venere

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Alcuni pretendono ora che questa luce sia un mero fenomeno terrestre, ma le loro ragioni non ci hanno punto convinto. Il dire che questa luce

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La grandezza del Creato è una di quelle idee che spaventano la piccola mente umana. Quando si annunziò la prima volta, che rotte allo spazio etereo

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La massima linea di cui possono disporre gli astronomi come base, non sottenderebbe adunque che appena due terzi di secondo veduta dalla suddetta

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Il successo di Bessel incoraggì gli astronomi che tentarono lo sperimento in altre stelle, e specialmente nelle maggiori e in quelle fornite di

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artificiale, che contemplava con occhio innocente l’ammirabile scena del cielo stellato. Là ebbero la prima volta il loro nome i gruppi delle loro strane

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Si dice comunemente che le stelle delle principali grandezze sono distribuite nella vôlta celeste tanto irregolarmente che non danno luogo ad alcun

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Prima di passar oltre diremo che sarebbe grandemente desiderabile che questi lavori fossero ripresi da capo, che le cifre delle densità stellari

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1.° Che le stelle sono più frequenti presso al piano della Via Lattea che non nelle altre direzioni del cielo e che la densità va crescendo

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2.° Che in proporzione le stelle minori sono più copiose presso il piano galattico che non le maggiori.

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Il quesito considerato in genere si risolve facilmente per ciò che spetta a certe regioni celesti, comep.es. le Nebulose di Magellano, e per certe

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Così pure ci pare giusta l’idea del signor Proctor che considera i fori della Via Lattea presso la Croce Australe e nel Cigno, quali indizi che la

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(v. Holden Am. jour. of science May 1876, che sostiene che sì, specialmente la nebulosa in forma di Ω e quella di Orione.

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Un problema che noi lasciamo alla futura generazione, è la natura delle Comete: forse esse non sono che frammenti di una qualche Nebulosa, che

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2.° Questi sistemi che possiam chiamare di prim’ordine e che sono simili al nostro planetario, sono governati dalla forza di gravità e sono soggetti

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Si è detto che il mondo deve essere infinito; ma se esso fosse infinito, e popolato d’infinite stelle, la vôlta celeste ci dovrebbe comparire lucida

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13.° La materia, che compone queste incomprensibili masse, e però sempre la stessa. Gli elementi che il chimico studia nel suo laboratorio, sono gli

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In mezzo a tanta moltitudine pochi gruppi risaltano indicati dalla natura come spontaneamente congiunti. Tali sono le sette stelle presso al polo che

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Da questo quadro si rileva che un occhio disarmato, acuto come quello di Heis, può vedere anche delle stelle che, secondo l’uso comune, sarebbero di

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Ora si vede che il rapporto va scemando colle grandezze; il che è conforme al fatto ben conosciuto che il rapporto fra due luci è più facile a

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Però l’esperienza mostra che si può spingere la visibilità più oltre che non fissano queste cifre. Da apposite ricerche col nostro refrattore che è

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Il salto che si trova tra le grandezze fissate ad occhio nudo e le telescopiche si spiega da ciò, che il telescopio rendendo l’immagine nell’occhio

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